Cosa succedeva nel mondo…
L’inasprirsi della Guerra Fredda
Gli anni ’80 furono un decennio, come già scritto, denso di cambiamenti anche epocali, per il mondo e anche per l’Italia. Nell’Europa dell’Est iniziava la crisi che avrebbe portato alla fine del comunismo sovietico mentre in Occidente iniziò a diffondersi il neoliberismo, con l’elezione di Margaret Tatcher a Londra e Ronald Reagan a Washington. I leader di Inghilterra, Stati Uniti e del Vaticano (il Papa Giovanni Paolo II – Karol Wojtyła) furono le principali personalità che spinsero l’Occidente ad assumere un atteggiamento del tutto intransigente ed aggressivo nei confronti dell’Unione Sovietica che stava attraversando un periodo molto difficile dal punto di vista economico. Infatti i costi per sostenere l’esercito, il KGB e la burocrazia statale già gravosi divennero insostenibili. Solo una piccola porzione delle risorse a disposizione del governo comunista vengono investite nei settori civili. La qualità della vita dei cittadini russi risentiva molto di questa situazione. Il consenso nei confronti del regime iniziò a diminuire soprattutto nelle regioni dell’Est Europa.
e in Italia
Lo scandalo della Loggia Massonica P2
Nel 1980 venne condannato dal tribunale di New York per frode, Michele Sindona, uno dei più importanti banchieri d’Italia e del mondo. Fu l’inizio della fine per le attività illecite portate avanti dalla loggia massonica segreta P2, la più importante ed influente che sia mai stata scoperta nella Storia d’Italia. La indagini ebbero una svolta quando, nel marzo 1981, fu eseguita la perquisizione della casa e delle fabbriche di proprietà di Licio Gelli, il leader indiscusso della Loggia e a casa sua venne trovata la lunga lista di quasi mille nomi iscritti alla loggia massonica segreta P2. Tra questi anche nomi “eccellenti” di: due ministri, cinque sottosegretari, numerosissimi parlamentari, uomini dell’esercito, della Guardia di Finanza e della Polizia. L’operatività della P2 si basava sul cosiddetto “Piano di Rinascita Democratica”, un documento programmatico, sequestrato alla figlia di Gelli, che conteneva il piano per far penetrare gli iscritti nelle figure chiave delle istituzioni. Lo scandalo porterà alla fine del governo Forlani.
Il Pentapartito
Nonostante l’elevata inflazione e l’ingigantirsi del debito pubblico, l’Italia dopo la fine del terrorismo, trovò maggiore stabilità politica ed una significativa crescita economica.
Nel 1981, durante un congresso del PSI, Arnaldo Forlani, allora Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti e Bettino Craxi si riunirono in segreto per formare una nuova alleanza che caratterizzerà il sistema politico Italiano per tutto il decennio. Dall’accordo soprannominato successivamente CAF (dalle iniziali di Craxi, Andreotti, Forlani) nacque il Pentapartito, un’alleanza tra Democristiani, Socialisti, SocialDemocratici, Liberali e Repubblicani. Con questa alleanza la Democrazia Cristiana riconobbe pari dignità ai suoi alleati, garantendo un’alternanza nelle nomine per Palazzo Chigi.
Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, nominò nel 1981 il repubblicano Giovanni Spadolini, il primo Presidente del Consiglio non democristiano dal dopo-guerra. L’accordo non fu privo di attriti interni, ma l’alleanza tra i 5 partiti anti-comunisti riuscì a limitare l’instabilità dei governi che ha sempre caratterizzato la politica italiana.
L’Italia craxiana
Il Partito Socialista Italiano dopo una drastica sconfitta elettorale scelse come suo leader Bettino Craxi che rinnovò il suo partito nel profondo e di riflesso tutto l’assetto generale della politica Italiana. Dopo aver avversato il Compromesso Storico tra DC e PCI, Bettino Craxi diede una nuova identità al PSI, sancendo il suo totale distacco rispetto al modello sovietico e alla dottrina marxista. Propose un socialismo in difesa delle libertà individuali e a favore del pluralismo sociale.
Le elezioni del 1983 e Il primo governo Craxi
Una volta ottenuto il risultato alle elezioni del 1983, Craxi divenne Presidente del Consiglio. Il suo primo governo fu il più duraturo e più incisivi nella storia repubblicana. Il cattolicesimo non fu più religione di Stato ed il suo insegnamento nelle scuole pubbliche divenne facoltativo. Si diede impulso allo sviluppo delle televisioni private togliendo il monopolio alla RAI. Si ottennero anche importanti risultati contro l’evasione fiscale, con l’introduzione dell’obbligo di utilizzare lo scontrino fiscale ed il registratore di cassa.
La politica economica
Con l’obiettivo di contrastare l’inflazione galoppante, in politica economica Craxi tagliò tre punti della scala mobile. Il PCI di Berlinguer fece una durissima opposizione a questa riforma, ma Craxi vinse il referendum abrogativo con oltre il 54% dei voti e l’operazione ebbe il successo sperato. Infatti l’inflazione scese a livelli accettabili e i salari reali crebbero molto più dell’inflazione stessa.
La rottura con la DC di De Mita
Dopo la caduta del suo primo governo, Craxi riuscì ad ottenere di nuovo l’incarico di Presidente del Consiglio grazie ad un accordo con il Presidente della Repubblica Cossiga. I Socialisti avrebbero lasciato alla DC la guida del governo nell’ultimo anno di legislatura. Quando venne il momento di cedere alla DC la presidenza di Palazzo Chigi, Craxi rinnegò il patto e la Democrazia Cristiana, guidata da De Mita, fece cadere il governo e tornò saldamente al potere fino allo scoppio di Tangentopoli nel 1992. Il PSI, nonostante lo strappo, continuò ad essere un pezzo portante del Pentapartito e rimase con numerosi ministeri al governo del Paese fino appunto a Tangentopoli che ne segnò la quasi totale scomparsa dal panorama politico italiano. Ma questa è un altra storia.






