
Le donne più ammirate e probabilmente più desiderate del mondo, comparivano sulle copertine delle riviste e sfilavano sulle più prestigiose passerelle della moda mondiale per gli stilisti più in voga che si affannavano a metterle sotto contratto. Ragazze giovani e belle (e quasi perfette…), spesso dotate di tratti molto caratteristici. Statuarie e indimenticabili, famosissime, ricchissime e dotate di grande personalità; con vaporose pettinature e sgargianti vestiti, il look a volte acerbo tutto il “tipico” degli anni ’80.
Oggi vi rinfreschiamo la memoria. Molte le riconoscerete fin dal nome, perché, nonostante il passare degli anni (poco più di una trentina), sono celebri (e belle) ancora oggi. Qualcuna forse le avete dimenticate ma vi basterà rivederne la foto per farvele tornare in mente. Come dimenticare certe bellezze?
Chi sono queste top model che sono state le icone fashion della moda degli anni ’80? Nella gallery fotografica che segue vediamo, per cominciare, Cindy Crawford (impossibile dimenticarla), Carol Alt, Renée Simonsen, Linda Evangelista (di lei ce ne è una e tutte le altre son nessuna), ecc. ecc. Tutte o quasi furono scoperte per caso, e il loro successo è stato nella maggior parte dei casi il frutto di circostanze fortuite: ad esempio Carol Alt si recò a lavoro come cameriera, ma quel giorno sarebbe stato decisivo perché uno scout della Elite Model Management la scoprì e così iniziò il successo per Carol. In questo articolo troverete i volti delle più celebri top model Anni 80. Molte di loro hanno avuto anche esperienze cinematografiche con alterni successi; altre sono state compagne/mogli di personaggi celebri del mondo della musica (come Iman e David Bowie) e dello sport.
Modelle anni ’80: le più belle e famose
Oggi hanno circa 50 anni o poco più e credo che siano ancora ammirate, ospiti di qualche trasmissione televisiva, signore eleganti e bellissime dagli sguardi seducenti. Ma in quel periodo, quando avevo circa 25 anni, erano l’immagine stessa della bellezza femminile. Erano le donne da sognare e da amare.

Lo stereotipo della bella donna imponeva l’immagine della donna alta, dalle gambe lunghe, possibilmente bionda. C’era poco spazio per le latine, per le orientali e ancora peggio per le donne di colore. Ma proprio negli anni Ottanta, grazie ad alcune modelle grintose e coraggiose, salteranno via diversi tabù e le passerelle della moda apriranno a tutte le razze e modelli di bellezza, non solo quelli Occidentali, a partire ad esempio da Naomi Campbell, che in quegli anni muoveva i primissimi passi nel mondo della moda che conta.
Le top model degli anni felici, le bellissime degli “Eighties” … chi erano? E perché facevano tanto girare la testa al mondo? Ecco le top model anni ’80 più famose, che in questo magico decennio hanno lasciato un marchio indelebile in donne e uomini, che le imitavano e amavano con la stessa intensità.

Cindy Crawford nasce nell’Illinois (USA), in una cittadina di provincia nel 1966. La sua carriera inizia grazie a degli scatti “rubati” da un fotografo di passaggio, mentre giovanissima, aiutava i genitori nel lavoro dei campi! Da allora la moda è stata il suo lavoro, la sua ragione di vita. Lasciò l’università per inseguire il suo sogno e diventare una modella. Nel 1982, vinse il concorso Look of the Year di Elite Model Management e divenne uno dei volti più noti degli Anni 80. Ha posato per i maggiori magazine di moda, è stata il volto di quasi tutti gli stilisti, e in particolare ha avuto un rapporto continuativo con Revlon per circa 11 anni. Ha una figlia bellissima, Kaia Gerber, che sta ripercorrendo le sue orme.
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Brooke Shields newyorkese classe 1965, figlia di un manager della moda, per cui la sua carriera iniziò fin da neonata. Invece iniziò nel mondo del cinema dove, da ragazzina, prese parte a film quali Pretty Baby (1978) e Blue Lagoon (1980). La moda arrivò dopo, in particolar modo quando posò per una delle più sovversive campagne denim di Calvin Klein. Ha posato per abiti per bambini, per omogeneizzati e giocattoli. Di pari passo ha costruito una carriera nel cinema ed è proprio da un film, Laguna Blu, che la adolescente Brooke diventa una icona di bellezza anni Ottanta. Da allora la vogliono tutti, sulle passerelle e sui set. Ha continuato a lavorare fino a metà anni Novanta.
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Iman nasce a Mogadiscio nel 1955. Fu Peter Beard a scoprirla nelle strade di Nairobi nel 1975 quando studiava scienze politiche all’università. A soli vent’anni, lascia il suo Paese e diventa modella per una agenzia di modelle di New York, lavorando con tutti i grandi nomi della moda. Figlia di un ambasciatore, aveva già una laurea quando iniziò a sfilare. Il suo sguardo magnetico la fece presto esplodere come uno dei volti più amati nell’industria della moda: posò per Mugler, Calvin Klein e Donna Karen. Nel 1992 ha sposato David Bowie. Nel 1994 ha creato il suo marchio beauty, IMAN. Negli anni Ottanta ha aperto la strada alle bellezze africane.
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Paulina Porizkova nata nell’allora Cecoslovacchia classe 1965, diventa famosa grazie alle foto di un amico fotografo. Oltre alle copertine e ai servizi fotografici sulle riviste, Paulina è ricordata per essere stata il volto di numerose campagne beauty tra le quali Estée Lauder, Maybelline ed Escada. La carriera la porterà a vivere a Parigi, a posare per tutti i principali magazine di moda e a firmare un super contratto (6 milioni di dollari di allora) con Estée Lauder, divenendo la modella più pagata del tempo. A fine anni Ottanta si avventurò nel cinema e oggi dirige una sua casa di produzione indipendente.
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Elle Macpherson (Eleonor Nancy Gow) è nata in Australia nel 1965, quando viene lanciata nel mondo della moda – a soli 17 anni – scegliendo di usare il cognome del secondo marito della madre. Era solita lavorare come modella solo per potersi pagare gli studi in giurisprudenza alla Sydney University. Ma quando si spostò a New York, con l’intento di restarci solo per un anno, il successo si precipitò da lei. Pare che il suo soprannome fosse “The Body”, in riferimento alla perfezione del suo corpo. Posa per la prima volta per il magazine francese Elle, per una simpatica coincidenza con il suo nome, e da lì la sua carriera prenderà il volo. Sarà viso e corpo di stilisti come Vuitton, Versace, Dior, Prada, Calvin Klein, Valentino, Saint Laurent.
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Carol Alt newyorkese classe 1960 stava lavorando come cameriera in un ristorante quando un fotografo le chiese se fosse interessata a un lavoro come modella. Le fu presto presentato John Casablancas, fondatore dell’agenzia Elite Model Management, e le fu offerto un contratto seduta stante. Appena due anni dopo, nel 1982, appare sulla copertina di Sports Illustrated e nel 1986 su quella di Harper’s Bazar. In dieci anni ha avuto oltre 500 copertine e ha partecipato a decine di film, in America e in Europa. Speciale il suo legame con l’Italia.
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Stephanie Seymour è stata uno dei primi angeli di Victoria’s Secret. Conosciuta principalmente per la sua collaborazione con il marchio di intimo femminile, non mancarono i servizi fotografici per Sports Illustrated Swimsuit Issue, Vogue e Playboy.
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Renée Simonsen classe 1965 ha origini danesi e intraprese la carriera di modella solo per potersi pagare l’università. Nel 1982 vinse il premio “Face of the Eighties”, momento cruciale da cui decollò la sua notorietà. A 24 anni lasciò il mondo della moda per proseguire i suoi studi: è laureata in psicologia, e oggi lavora come scrittrice.
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Linda Evangelista nasce nel 1965 in Canada, figlia di immigrati da Frosinone. Diventa modella vincendo il concorso di bellezza per adolescenti Miss Niagara e nel 1984 traslocò a New York. Nel 1988 tagliò i capelli, creando un look che passò alla storia come “taglio alla Linda”. Lavorerà con Vogue, Chanel, Calvin Klein, Dolce e Gabbana, Versace, Valentino, Dior e tanti altri nomi della moda. Attiva fino al 2012, uno degli ultimi contratti è stato per L’Oreal. Ha avuto piccoli ruoli anche in serie TV di successo come Sex and the City.
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Christy Turlington californiana nata nel 1969, è stata il volto per le campagne pubblicitarie di Eternity di Calvin Klein, ma non solo. Infatti, la sua carriera è continuata con Maybelline e, durante gli anni ’90 ha accumulato oltre 500 copertine di riviste. Oltre all’attività pubblicitaria, la Turlington ha scritto, come contributor, su Vogue, Marie Claire e sull’Huffington Post. Negli anni 2000 si è dedicata alla beneficienza, vestendo i panni della regista per il documentario No Woman, No Cry nel 2010. Inoltre ha fondando il progetto Every Mother Counts, a favore della battaglia per la salute di madri e bambini in ogni paese del mondo.
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