La cultura dell’apparire

Siamo nell’età d’oro del marketing con il consumismo che diventa un fenomeno globale e la pubblicità diventa sempre più pervasiva. La cultura dell’apparire la fa da padrona, la cura del corpo diventa una fissazione collettiva, tra sedute di aerobica e lampade abbronzanti, mentre nella moda si ha l’esplosione della logo-mania. Questo fa sì che l’influenza della scena musicale sulla moda e sul costume crea in maniera esponenziale.

I giovani di tutto il mondo si ispirano ai look androgini della new wave, a quelli eccentrici sfoggiati dai new romantic o i famosi outfit trash di Madonna, gettando le basi di una moda più democratica e personalizzata. In questo decennio si afferma quindi l’indimenticabile Madonna con i suoi capelli arricciati e fatti a frisè, che indossa giubbotti in pelle nera borchiati, spesso in versione oversize con scarpe da ginnastica con materiali più insoliti.
Non dimentichiamo gli iconici orecchini grandi e colorati, i guanti in pelle, lana o pizzo sempre con le dita tagliate. Le sue collane lunghe e di perle si arricchivano di simboli religiosi come le croci, con l’intento di inscenare un look che non aveva nulla con il fare da ragazza dalle buone maniere, ma invece una vera bad girl.

È stato un decennio importante anche per acconciature (insolite), capelli lunghi e voluminosi che cadono su spalline imbottite, colori e fantasie di tessuto esagerate. La moda negli anni ’80 con l’ostentazione della ricchezza riguardava valori materialistici. Avere i vestiti giusti significava spendere soldi extra per acquistare brand di stilisti famosi e accessori e borse a patto che avessero ben in evidenza il logo del marchio: la logomania. Sebbene gli adolescenti abbiano avuto un ruolo fondamentale, per la prima volta la moda non è stata dettata solo dai più giovani; gli anni ’80 sono stati infatti prolifici di idoli della moda più di qualsiasi decennio precedente.

Certamente un decennio di stile, colori e silhouette audaci con tendenze che andavano da collant colorati, pantaloni di pelle o jeans strappati a giacche blazer oversize luccicanti,  le icone che hanno caratterizzato lo stile vanno da Joan Jett a Joan Collins. Quindi un decennio tra i più eclettici nella storia della moda.

Prêt à Porter (Milano capitale della moda)

Le condizioni economiche migliorate del decennio degli Eighties permisero alla moda ready-to-wear di espandersi ovunque. La moda anni ’80 viene segnata profondamente da Milano che, proprio in questo decennio, si afferma come capitale della moda. Nel mondo della moda si afferma il prêt-à-porter Italiano, grazie a nomi come Armani (che si guadagna la copertina del Times nel 1982), Krizia, Gianfranco Ferré, Versace, Dolce&Gabbana e molti altri.
La moda è sempre più diversificata perché grazie alla maggiore globalizzazione e industrializzazione e segmentazione dell’offerta, non esiste più un unico look di riferimento, ma diverse tendenze a cui ispirarsi. Per questo motivo ha più senso parlare di stili e tendenze di quel decennio che di Moda degli anni ’80.

Stili e Tendenze

Giacche oversize e le spalline smisurate sono passate alla storia negli anni ’80 ma nell’immaginario collettivo si associa soprattutto il Power Dressing infatti le donne che nel mondo del lavoro sono sempre di più numerose con un abbigliamento simile a quello maschile si sentono protette da una specie di “armatura” per affrontare il difficile mondo degli affari “ad armi pari”. Rientrano in questa tendenza i tailleur severi, le famigerate spalle oversize, i blazer over in tessuti maschili. Però di notte, lo stile era caratterizzato da paillettes.

Alcune serie TV (Dallas e Dynasty in testa) rendono popolare in quegli anni anche uno stile molto glamorous, fatto di abiti fascianti in tinte brillanti, paillettes, scollature, spacchi, spalline e, in aggiunta a tutto ciò, gioielli a profusione.

In questo decennio, come già accennato, prende piede la mania per la forma fisica. L’aerobica diventa immensamente popolare grazie ai video di Jane Fonda con cui l’attrice rende popolarissima questa disciplina. L’abbigliamento ad hoc per l’allenamento e composto da: body in lycra, scaldamuscoli e fuseaux. Non si temono l’accostamento di colori squillanti come: fuxia e viola, il turchese e il blu elettrico, il verde acido e giallo fluo sono fra le tonalità più popolari del periodo e sono spesso accostate con una logica che oggi chiameremmo color-blocking

Dopo l’allenamento in palestra per plasmare un fisico scultoreo, è naturale il desiderio di sfoggiare la forma perfetta. La moda risponde con lo stile Bodycon (abiti estremamente fascianti), portato in auge dai francesi Thierry Mugler e Azzedine Alaia, questo stile sensuale e provocante verrà ampiamente copiato diventando uno dei marchi di fabbrica del decennio.

Gli Abiti

Gli abiti più popolari indossati dagli uomini includevano camicie da uomo Oxford, nonché pantaloncini polo e dolcevita, immancabili le bretelle, abiti di lino gessati a righe, abiti e pantaloni in velluto a coste. Per le donne, lo stile era caratterizzato da jeans a vita alta (jeans premaman), pantaloni stretti, jeans strappati in tessuti elasticizzati spandex e lycra, tailleur con spalle scoperte (di solito con gonne), giacche in pelle in jeans stile punk.

L’abbigliamento per il lavoro è formale e severo ma per il tempo libero si afferma una moda molto casual che non disdegna capi prettamente sportivi. Felpe, tracksuit, capi tecnici e sneakers si mescolano allegramente a jeans, maglioni e polo per dar vita a un look che è in realtà è l’antenato fashion dell’athleisure.

Stile Preppy

E’ il look tipico dei ragazzi americani di buona famiglia che frequentano le prestigiose università e negli anni ’80 si rivaluta. I capi “regolari” sono le polo a righe, i pantaloni color khaki, i maglioni da pescatore e le stampe vichy: un look che viene reso popolare da marchi come Ralph Lauren e J.Crew. Amante di questo di questo stile è anche la neo-principessa Diana, che lo adotta spesso nelle occasioni informali.


La corrente preppy, sempre formale e composta, viene invece ripresa da Fendi che la rivede proponendo un concetto più sofisticato e aggiornato. La classica camicia bianca viene abbinata ad un maglione con profonda scollatura a V e in tessuto lucido, mentre il pantaloncino è a vita alta e ampio.

Gli Accessori

  • Abbiamo detto che il logo diventa uno status symbol, non sorprende quindi l’improvvisa ascesa delle borse firmate con il logo ben in evidenza: Gucci, Coach, Fendi sono tra i marchi più desiderati. Anche Chanel torna ad essere popolare. Dal 1983 il nuovo direttore creativo, Karl Lagerfeld riesce finalmente a riammodernare il marchio;
  • In generale, i modelli di borsa preferiti sono clutch e tracolle. Colori allegri, pellami a finish metallizzato e largo uso di catene e metallerie;
  • Alla classica borsetta in alternativa si affermano Zaini e travel bag. Nel 1984 nasce la Birkin di Hermès, espressione di uno stile meno formale e più rilassato;
  • Le scarpe più alla moda includevano le Jordans, Dr. Martens (stivali robusti), sneakers come slip-on Vans Classic, Adidas Campus. Le scarpe da donna riflettono l’attitudine volitiva di questo decennio scegliendo forme appuntite e tacchi alti sottili. La décolleté è la scarpa da abbinare al tailleur, per la sera invece si preferiscono sandali con sottili listini. Si utilizzano anche décolleté con tacco medio e Mary Janes (scarpe basse e chiuse), Jellies (scarpe basse ed aperte) e mocassini. Come per le borse, anche per le scarpe vanno forte colori accesi e finish metallici;
  • Per il tempo libero si calzano le sneakers, creepers e mocassini in stile college o tipo da da barca, sono le calzature di riferimento per lo stile preppy;
  • Un accessorio molto importante è la cintura: alta e spesso decorata da una macro-fibbia, serve a delineare il punto vita facendo risaltare ancora di più le spalle;
  • Gioielli e bijoux sono massicci e vistosi. Il metallo preferito è l’oro giallo e viene abbinato a perle e pietre di tutti i colori. Sono molto di moda i maxi orecchini, (a bottone oppure a cerchio) e collane girocollo importanti;
  • Molto popolare per tutto il decennio sono i fiocchi, possibilmente in versione macro;
  • Molto popolari sono anche gli accessori per capelli. Fascette di spugna stile tennista, scrunchies, pinze, cerchietti e mollettine. Sarah Jessica Parker con lo scrunchies tra i capelli e gli orecchini a bottone;
  • Per le occasioni formali, da coordinare all’abito torna di moda il cappello a tesa larga. Indossato spesso dalla principessa Diana, diventa il simbolo di una donna benestante e di classe.

 

 Jellies

Hairstyle e Make-up

  • L’hairstyling estremo che sfociava qualche volte in coiffage che oggi ci fanno sorridere. In questo decennio, la permanente diventa molto popolare assieme alle cotonature selvagge. I capelli, lunghi o corti, devono essere voluminosi come criniere;
  • Probabilmente la pettinatura più famosa degli anni ’80 è il mullet, con i capelli tagliati corti sul davanti e lasciati lunghi nella parte posteriore;
  • Le tinture per capelli diventano un pò meno aggressive e si diffondono anche colori poco probabili. Anche le mèches – rigorosamente bionde- sono un grande classico;
  • Il frisé è un altro marchio di fabbrica degli anni ’80: reso popolare dalla cultura pop, viene replicato facilmente, grazie diffusione delle prime piastre per capelli;
  • Il trucco è vistoso. Gli occhi in primo piano sono messi in risalto da sopracciglia “bushy” (cespugliose) e sottolineati da matita e ombretto colorato, applicati sia sopra che sotto. Il trucco è sfumato verso l’esterno, per ottenere l’effetto “occhi di gatto”;
  • Il blush è l’elemento più caratteristico del trucco anni ’80: viene scelto in tonalità intense (fuxia, mattone, corallo) e applicato con pennellate decise sugli zigomi;
  • I rossetti sono squillanti: il colori più popolari sono i rosa accesi e i toni aranciati e i gloss profumati diventano molto popolari. La gamma dei lipstick tradizionali si arricchisce di nuove sfumature, e compaiono texture lucide e perlate;
  • Infine, impossibile non citare l‘abbronzatura che in questo decennio diventa un vero e proprio status symbol. Il colorito dorato è il souvenir più ambito di vacanze tropicali o sciate sulle alpi, ma in realtà nella maggior parte dei casi veniva ottenuto grazie al ricorso alle lampade UV.

 

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