Indice dei contenuti
Informazioni
- Periodo attività: Anni '60, 1970, 1971, 1972, 1973, 1974, 1975, 1976, 1977, 1978, 1979, 1980, 1981, 1982, 1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003
- Genere musicale: Elettronica, Jazz, Pop
- Membri:
Giuni Russo, pseudonimo di Giuseppa Romeo (Palermo, 7 settembre 1951 – Milano, 14 settembre 2004), è stata una cantautrice italiana, figura indimenticabile della musica pop e d’autore è stata una delle voci più originali, belle e libere del panorama italiano con il suo talento e il suo autentico anticonformismo.
Artista di ricerca, sperimentale e d’avanguardia, ha navigato tra vari generi, tra jazz ed elettronica, tra blues e lirica, tra pop, classica, tra musica sacra e musica leggera, caratterizzata vocalmente dall’estrema facilità di cambio di registro. Dotata di un’estensione vocale che copriva quasi tre ottave, riusciva ad imitare il verso dei gabbiani, come ad esempio nel brano Un’estate al mare o in Gabbiano e anche ne Il sole di Austerlitz (esempi del cosiddetto registro di fischio eseguito col meccanismo laringeo M3, ben padroneggiato solo da pochi cantanti).
Con il suo look androgino, Giuni conquista presto il pubblico televisivo e la sua fama cresce molto, in special modo quando nel 1982 (il suo anno di grazia) tutte le radio passano senza sosta la sua Un’estate al mare. Il testo, surreale e solo all’apparenza frivolo, parla di una prostituta che sogna una vacanza al mare e una pausa dalle difficoltà della sua vita.
Le origini e la vittoria a Castrocaro
Figlia d’arte, cresciuta in una famiglia in cui la lirica era molto apprezzata (sua madre era un soprano naturale), iniziò fin da giovanissima a coltivare l’attitudine al canto e alla composizione. Mosse i primi passi nel mondo della musica già dall’età di 13 anni, quando si esibì presso il Palchetto della Musica davanti al Teatro Politeama. Nel 1967, vinse, insieme a Elio Gandolfi, il Festival di Castrocaro interpretando A chi, successo lanciato da Fausto Leali nello stesso anno.
Da Sanremo alle prime incisioni
Dopo il successo di Castrocaro si spalancarono le porte per il Festival di Sanremo del 1968, cui partecipò con il nome di Giusy Romeo con il brano No amore, scritto da Vito Pallavicini ed Enrico Intra. Il brano però non giunse in finale e venne interpretato insieme al cantante-chitarrista francese Sacha Distel.
Nel 1969 si trasferisce a Milano, che diverrà la sua città di adozione. Incontra la musicista Maria Antonietta Sisini, che per ben 36 anni sarà la sua coautrice e produttrice, oltre che compagna nella vita.
La lunga gavetta
Nel 1975 inizia la collaborazione con Cristiano Malgioglio. Nel 1980 Cristiano Malgioglio propone a Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini di comporre una canzone per Amanda Lear, il cui testo, scritto da Malgioglio, s’intitola Ho fatto l’amore con me.
L’incontro con Franco Battiato
Attorno al cantautore siciliano Battiato nasce, oltre a una grande amicizia destinata a protrarsi negli anni, un team di lavoro che porta alla realizzazione di tre brani cuciti addosso alle capacità vocali e interpretative di Giuni (Una vipera sarò, Crisi metropolitana e L’addio). Il colpo di fulmine artistico presto regala i suoi frutti. I due siciliani sfornano nel 1981 un album leggendario dal titolo Energie. Dove la voce della cantante dà l’ennesima prova di tutta la sua potenza e bellezza.
Il primo dei long-playing realizzati è Energie. Si tratta di un album all’avanguardia, all’insegna della sperimentazione sia per l’utilizzo della voce sia per le sonorità curate da Franco Battiato. Con Franco Battiato, Giusto Pio, Alberto Radius e Maria Antonietta Sisini, Giuni Russo trova dunque la propria dimensione artistica.
Un’estate al mare: il grande successo
A metà del 1982 le viene proposto un brano originale, intitolato Un’estate al mare, firmato ancora da Franco Battiato. Sul finale dell’esecuzione la cantante imita anche il verso dei gabbiani con l’emissione di note particolarmente acute, dando prova della sua notevole estensione vocale.
Il 45 giri Un’estate al mare raggiunge i vertici delle classifiche italiane, stazionandovi per oltre otto mesi. Il brano viene presentato al Festivalbar, vincendo la sezione Festivalbar Disco Verde, ottenendo il Disco d’oro per le vendite. Sempre nello stesso anno la Russo vince, come rivelazione dell’anno, il popolare referendum Vota la voce indetto da Tv Sorrisi e Canzoni.
Nelle intenzioni dell’artista, Un’estate al mare avrebbe dovuto essere solamente una parentesi commerciale, per poi ritornare alla sperimentazione di Energie (1981), ma la Russo viene imprigionata nel cliché delle hit estive a tematica balneare, soprattutto a causa delle direttive artistiche della sua etichetta discografica.
Nell’estate del 1984 partecipa al Festivalbar presentando alcuni brani dall’album più recente, tra cui Mediterranea, Limonata cha cha cha, e Demenzial Song, canzoni di maggior impatto comprese nel 33 giri.
Altro successo: Alghero
Nel 1986 viene finalmente pubblicato l’album Giuni, registrato l’anno precedente e “congelato” a causa di questioni discografiche. L’album contiene la hit Alghero, uscita anche su 45 giri, e con cui Giuni partecipa con successo al Festivalbar e anche alla kermesse canora Vota la voce.
Nel 1987 esce il 45 giri Ragazzi al luna park, anteprima di un secondo LP intitolato Album. Il disco contiene anche la frenetica Adrenalina, cantata in coppia con Donatella Rettore: la cantautrice veneta, dopo qualche esitazione, accetta di duettare su questo brano, particolarmente adatto alla sua personalità artistica. Adrenalina rappresenta anche il primo duetto nella carriera di entrambe: il brano, presentato alla manifestazione Un disco per l’estate a Saint-Vincent, esce anche su disco mix.
La svolta artistica, la conversione religiosa e la malattia
Nel 1988 Giuni collabora nuovamente con Franco Battiato che produce l’album A casa di Ida Rubinstein (il titolo è ispirato al nome di Ida Rubinstein, personaggio simbolo della Belle Époque): si tratta di un lavoro dettato dalla passione per la lirica, un disco di contaminazione fra classico, pop e jazz, incentrato sull’interpretazione di arie da camera e romanze di autori quali Bellini, Donizetti, Verdi.
Nel 1994 ritorna sulla scena musicale cimentandosi col canto-cabaret ispirato a Ettore Petrolini nell’album Se fossi più simpatica sarei meno antipatica. Questa apertura la porta ad allargare la collaborazione con scrittori e poeti, anche attraverso lo studio di testi sacri antichi, soprattutto le opere di San Giovanni della Croce e Santa Teresa d’Avila. Nel disco c’é Strade parallele, in duetto con Franco Battiato, nonché due dei brani da lei maggiormente amati quali La sposa e La sua figura, un canto d’amore tratto dai testi di San Giovanni della Croce. Il disco testimonia l’inizio della conversione al Cattolicesimo dell’artista, che la porterà a diventare una devota di Santa Teresa e a frequentare, da laica, il Monastero delle Carmelitane di Milano.
Nell’estate 1999 scopre di avere il cancro, e per un breve periodo interrompe i concerti per sottoporsi alle cure. L’11 marzo 2002, viene invitata alla trasmissione Cocktail d’amore, in onda su Rai Due e condotta da Amanda Lear, dove, attraverso vari filmati e interviste, viene ripercorsa la sua carriera artistica. Durante la puntata racconta al pubblico televisivo l’ostracismo perpetrato nei suoi confronti da alcune case discografiche per aver espresso la sua volontà di non continuare a esercitare la sua arte nell’ambito della musica commerciale.
Il 23 novembre 2002 pubblica il suo secondo album dal vivo, intitolato Signorina Romeo Live. Il carmelo di Echt, brano di Juri Camisasca, è ispirato alla figura di Edith Stein, la carmelitana trucidata dai nazisti nelle camere a gas di Auschwitz nell’agosto 1942.
Nel giro di qualche anno, l’album diviene pressoché irreperibile: ne esistono soltanto un migliaio di copie, acquistate prima del suo ritiro dal mercato, finalizzato alla ripubblicazione con nuova tracklist e nuovo titolo, a ridosso del Festival di Sanremo 2003.
Gli ultimi lavori e la morte
Nel 2003 torna al Festival di Sanremo dopo trentacinque anni, con il brano Morirò d’amore, scritto molti anni prima con Maria Antonietta Sisini e Vania Magelli; gli archi vengono scritti dal maestro Stefano Barzan, mentre l’arrangiamento è di Franco Battiato e di Roberto Colombo. Il brano si classifica al 7º posto, ricevendo il premio per il miglior arrangiamento. La cantante si esibisce sul palco dell’Ariston priva di capigliatura e con il capo coperto da una bandana, segno dei trattamenti terapeutici dovuti alla malattia.
Il 1º settembre 2003 partecipa alla trasmissione canora Napoli prima e dopo, dove interpreta il brano partenopeo Marechiaro: sarà questa la sua ultima apparizione televisiva. Il 18 ottobre 2003 si esibisce dal vivo presso il Teatro Zancanaro di Sacile, in occasione della presentazione del film Napoli che canta: la proiezione dell’opera viene infatti accompagnata dall’esecuzione dal vivo di un’apposita suite musicale, composta da ventidue brani della tradizione musicale partenopea; l’evento riscuote un notevole successo di pubblico e viene registrato per poi essere incluso l’anno dopo nella versione DVD di quella che sarà la sua ultima fatica discografica.
Giuni Russo muore nella sua casa a Milano all’età di 53 anni, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004. La cerimonia delle esequie si tiene il 15 settembre, presso il monastero delle Carmelitane Scalze, a Milano. Viene sepolta nel Cimitero Maggiore di Milano, in un campo riservato a comunità religiose.
Album in studio
- 1975: Love Is a Woman
- 1981: Energie
- 1983: Vox
- 1984: Mediterranea
- 1986: Giuni
- 1987: Album
- 1994: Se fossi più simpatica sarei meno antipatica
- 2003: Morirò d’amore
- 2003: Demo de midi
- 2004: Napoli che canta
Discografia Giuni Russo anni '80
Album pubblicati negli anni ’80: 5

1981 – Energie
- Lettera al governatore della Libia
- Il sole di Austerlitz
- Crisi metropolitana
- Atmosfera
- L’addio
- Una vipera sarò
- L’attesa
- Tappeto volante
Crediti immagine: amazon
1983 – Vox
- Abbronzate dai miraggi
- Buenos Aires
- L’oracolo di Delfi
- Post Moderno
- Oltre il muro
- Sere d’agosto
- Le grandi colpe
- Good good-bye
Crediti immagine: amazon


1984 – Mediterranea
- Mediterranea
- Limonata Cha cha
- Aprite le finestre
- Demential song
- Una sera molto strana
- Le contrade di Madrid
- Babilonia
- Ciao
- Champs Elysees
- Keiko
Crediti immagine: discogs
1986 – Giuni
- Alghero
- I ragazzi del sole
- Piove piove
- Sogno d’oriente
- Occhiali colorati
- Con te
- Glamour
- Europa
- Illusione
Crediti immagine: twitter


1987 – Album
- Ragazzi al luna park
- Anima pagana
- Alla luna
- Adrenalina
- Mango, papaia
- I giardini di Eros
- Inverno a Sarajevo
- Venere Ciprea
- Il canto dei Lilla’
Crediti immagine: amazon
Acquista Giuni Russo
Riconoscimenti Giuni Russo
- 1967: Primo posto al Festival di Castrocaro con A chi
- 1982: Disco d’oro per il brano Un’estate al mare
- 1982: Primo posto al “Festivalbar DiscoVerde” con il brano Un’estate al mare
- 1982: Telegatto “Vota la voce” come migliore rivelazione dell’anno
- 1983: Premio speciale del Festivalbar per l’album Vox
- 1984: Telegatto “Vota la voce” come migliore cantante femminile
- 1986: Premio “Platea Estate”
- 1986: Telegatto “Vota la voce” come migliore cantante femminile
- 1986: Disco d’oro per il singolo Alghero
- 2003: Secondo posto Premio della critica, con il brano Morirò d’amore
- 2003: “Premio come migliore arrangiamento” a Franco Battiato, con il brano Morirò d’amore a Sanremo 2003






