matrimonio regale del secolo XX
Ne sono trascorsi 40 di anni da quel matrimonio da favola, il primo royal wedding trasmesso in mondovisione, il matrimonio più importante del secolo successivamente purtroppo poi tanto discusso per i tradimenti che i due sposi (prima lui e poi lei) si sono fatti.
Mercoledì 29 luglio 1981 nella Cattedrale di San Paolo a Londra, si celebrò quello che sarebbe diventato (come già detto) il matrimonio del secolo. La scelta della cattedrale piuttosto che dell’Abbazia di Westminster, tradizionalmente usata per i matrimoni reali, fu dovuta ai maggiori posti a sedere che offriva la cattedrale di San Paolo.
Alla cerimonia parteciparono infatti oltre 2.000 invitati, esponenti delle famiglie reali straniere e numerosi politici e diplomatici: l’Italia, in mancanza del presidente Sandro Pertini, venne rappresentata dall’allora presidente del Senato Amintore Fanfani, accompagnato dalla moglie Maria Pia.
abito da sposa
Lady Diana (Spencer) indossava un abito in taffetà e seta color avorio, adornato da pizzi antichi e con uno strascico lungo ben sette metri. Una gonna immensa, corpino lavorato e ampie maniche a sbuffo, lanciò una nuova moda sposa: in poche ore gli atelier di tutto il mondo proposero modelli affini. A quell’epoca fu il più copiato in assoluto dalle future spose. Fu disegnato da una giovane coppia di stilisti David ed Elizabeth Emanuel, che lo descrissero come “un abito destinato a passare alla storia, ma creato secondo il gusto di Diana“, e “adeguatamente drammatico, al fine di fare una buona impressione“.
La realizzazione del vestito incontrò non poche difficoltà, dato che Diana, a causa della sempre crescente pressione mediatica e ai primi sintomi del sospetto rapporto di Carlo con Camilla Parker-Bowles, aveva iniziato a soffrire di violenti attacchi di bulimia, passando da una taglia 46 ad una 42 solo pochi giorni prima del matrimonio.
viaggio di nozze
Il Principe Carlo (erede al trono d’Inghilterra) e la nuova principessa di Galles trascorsero parte della loro luna di miele nella villa di proprietà della famiglia Mountbatten, situata a Broadlands, nell’Hampshire, prima di volare a Gibilterra e imbarcarsi sul panfilo reale Britannia per una crociera attraverso il Mediterraneo. Visitarono l’Egitto, la Tunisia, la Sardegna e la Grecia e terminarono il viaggio di nozze con un soggiorno nella tenuta di Balmoral, insieme con il resto della Famiglia Reale, prima di trasferirsi definitivamente nel loro appartamento di Kensington Palace e nella proprietà di Carlo vicino a Tetbury, Highgrove.

I numeri del royal wedding
Carlo e Diana si scambiarono i voti nella cattedrale di St Paul nonostante si fossero incontrati solo pochissime volte. Il loro “Si, Lo voglio” fu pronunciato di fronte a 3.500 ospiti invitati, tra cui la famiglia reale, celebrità e leader mondiali, con altri 750 milioni di persone in tutto il mondo che seguivano l’evento in TV. Furono invece 600.000 quelle che inondarono le strade di Londra per vedere la sposa durante il tragitto che l’avrebbe portata alla cattedrale. Un anno dopo, la nascita del principe William e poi l’arrivo del principe Harry. Una famiglia che sarebbe potuta essere perfetta ma nel 1992 arriva la separazione. Il divorzio invece nel 1996, appena un anno prima che Diana morisse tragicamente a seguito di un incidente d’auto a Parigi.

Lady D: pochi giorni prima aveva avuto la prova di non essere l’unica donna nel cuore e nel letto del futuro marito
Ma torniamo a quel 29 luglio 1981. La favola pubblica e l’incubo privato. Gli sguardi emozionati, il mondo a invidiarli e l’amante del principe seduta tra i banchi della chiesa. Nella cattedrale di St. Paul, c’era sì la favola ma senza il lieto fine… Come ha raccontato la biografa reale Sally Bedell Smith nel documentario della Cnn, dal titolo The Windsor. la principessa del Galles, percorrendo la navata della Cattedrale di St Paul, la vide subito, Camilla Parker-Bowles era presente alla cerimonia. E rimase sconvolta: “Da qual momento, riuscì a concentrarsi solo sull’immagine di Camilla”. E non c’è da stupirsi, poco prima delle nozze infatti, Diana aveva scoperto un regalo di Camilla a Carlo: una coppia di gemelli con incise le lettere “G” e “F”, iniziali di Gladys e Fred, i soprannomi che gli amanti usavano nell’intimità.
il matrimonio ‘non s’aveva da fare’
Quando l’allora ventenne Diana fece il suo ingresso nella navata della Cattedrale di San Paolo a Londra, avvolta da quell’abito che sembrava una meringa gigante in pochi potevano immaginare l’incubo che avrebbe vissuto Lady D, che la favola sarebbe durata ben poco e non era neppure cominciata con i presupposti migliori. Il fidanzamento era avvenuto il 3 febbraio 1981 e contrariamente a quanto raccontato da alcuni tabloid come il Daily Mirror e il Daily Express, le modalità con cui Carlo chiese la mano di Diana furono tutt’altro che romantiche.
Come fedelmente narrato dalla serie TV The Crown, pare proprio che il Principe del Galles non si sia neppure inginocchiato come invece avrebe voluto la tradizione ma abbia chiesto a un’incredula Diana: “Vuoi sposarmi?” in maniera piuttosto fredda e frettolosa. Tutto confermato nella biografia del 1992, Diana, her true story di Andrew Morton, dove è riportata una dichiarazione della stessa Diana che a quella domanda secca racconta di aver pensato a uno scherzo, di essere dapprima scoppiata a ridere e di aver poi risposto: “Ok”. Carlo aggiunse: “Lo sai che un giorno diventerai regina?” e Diana ebbe il presentimento che ciò non si sarebbe mai avverato e che il suo ruolo sarebbe stato comunque molto difficile da sostenere.






