A rendere gli anni ’80 quel decennio magico ha contribuito anche l’automotive, con le sue livree dalle linee dure e spigolose e i design essenziali e talvolta spartani. E sotto al cofano cosa accadeva, nessuno può dimenticare l’epico rombo di quei motori.
“Anni rampanti dei miti sorridenti, anni interi di pubblicità, anni allegri e depressi di follia e lucidità“, cantava Raf in Cosa resterà degli anni ottanta nel 1989. Ma cosa ne è rimasto, per quanto concerne le automobili, dell’immaginario collettivo degli anni ’80? Il decennio degli yuppie e della musica dance ha finito per partorire alcuni tra i capolavori a quattro ruote più amati di sempre. Vi presento, non in ordine cronologico, una piccola classifica:
1) Alfa Romeo GTV6 (1981)
immagine tratta da: www.catawiki.it

Innumerevoli i successi Alfa Romeo su pista e tra le concessionarie e non basterebbe la lunghezza dell’articolo. Il modello che tra questi apparirebbe con certezza è il (la) GTV6, il quale primeggiò in un gran numero di campionati touring inanellando la conquista del Campionato Europeo di Gran Turismo ininterrottamente dal 1982 al 1985. Livrea aggressiva, motore muscoloso: le ruote pesavano un po’ troppo e la guida era dura e faticosa. Niente che un vero appassionato non possa apprezzare.
2) Bmw E30 M3 (1985)
immagine tratta da: www.sportfair.it

Debutta nel 1985 una delle migliori coupé mai costruite. Inanellando una serie di successi che giunge fino ai nostri tempi, dotata di un design duro e muscoloso, con tanto di spoiler sul bagagliaio ed appendici aerodinamiche, nascondeva un quadricilindrico a 16 valvole da 2.3 litri.
Il propulsore produceva 195 ruggenti cavalli a fronte di un peso decisamente leggero: solo 1.200 chilogrammi. Raggiungeva senza problemi i 235 km/h.
3) Renault Alpine GTA (1984)
immagine tratta da:www.wikiwand.com

Negli anni ’80 la febbre del turbo colpiva l’industria automobilistica. Questa tendenza segnò non solo lo sviluppo meccanico dei veicoli ma anche la controparte estetica, concepita in maniera complementare a propulsori così cattivi. Un primo esempio di questa attitudine è la Renault Alpine GTA: l’archetipo “turbo” identifica una soluzione meccanica particolarmente felice e diffusa da quel periodo storico in poi.
Esso consiste in una ventola più o meno ampia – proporzionale alla grandezza del motore – che ha la funzione di spingere e convogliare aria miscelata con il carburante nella camera di scoppio in modo da aumentare incredibilmente la potenza. Più aumentano gli RPM, più il flusso di gas propellente incrementa, più la ventola acuisce la sua frequenza.
4) Audi Quattro (1980)
immagine tratta da: www.carpixel.net

Dalla pista al rally. La Audi Quattro è la vettura più rallistica tra i tanti modelli ideati per la pista, nonostante non partecipò mai a questo speciale tipo di competizioni. La più avanzata ingegneria motoristica di quegli anni si manifestò in questo modello dall’incredibile performance e gli interni un po’ spartani.
5) DeLorean DMC (1981)
immagine tratta da: auto.everyeye.it

Sul mercato fu inizialmente un flop, unica vettura prodotta dal brand DeLorean, eppure si è guadagnata un posto nell’olimpo dell’immaginario collettivo: protagonista della trilogia di Robert Zemeckis Ritorno al futuro, la Dmc DeLorean è divenuta un’icona degli anni ottanta. Le caratteristiche principali erano le portiere ad ali di gabbiano e la superficie esterna in acciaio inossidabile.
6) Toyota Celica Supra (1982)
immagine tratta da:it.motor1.com

Un’auto decisamente ed esageratamente larga, ideata in un Giappone nel boom della sua esportazione culturale. Originariamente la Toyota Celica Supra era denominata “P-style” per via della sua dotazione orientata alla Performance (P sta proprio per questo) per differenziarla da “L-style”, accessoriata super-lusso. Linee brutali, muso aggressivo resero questo veicolo un paradigma dominante nell’automotive del tempo.
7) Porsche 959 (1986)
immagine tratta da: presskit.porsche.de

Appena 288 esemplari sfornati tra il 1986 e il 1988 furono sufficienti per garantire alla 959 un posto nel cuore degli appassionati. Era una coupé atipica a trazione integrale, pensata per raccogliere l’eredità di quella fantomatica 911, ma con numeri da record: propulsore boxer a sei cilindri, in grado di sviluppare 450 cavalli per 317 km/h di velocità. Accelerazione 0-100 km/h in soli 3.7 secondi. Prima che la F40 la superasse nel 1987, era il suo primato di auto commerciale più veloce al mondo.
8) Saab 900 AERO (1984)
immagine tratta da: it.saabblog.net

La Saab 900 AERO montava dei cerchioni che andavano particolarmente di tendenza, costituiti da tre razze a differenza delle consuete quattro o cinque. Lo spirito minimalista del progetto si fece spazio nella mentalità degli anni ’80 per poi fare breccia, definitivamente, tra i designer dell’automotive che poi lo adottarono come leit-motiv dei decenni a seguire.
9) Lancia Delta HF Integrale (1988)
immagine tratta da: www.motori.it

Chi non ricorda la “Delta HF integrale”, vettura pensata per il commercio che ha sconfinato nel rally e nel turismo ottenendo impossibili ed impensabili risultati. Compatta, feroce, rigida: il design italiano di cui è dotata la rende un gioiello ambito anche dai meno appassionati. Il suo stile unico sembra condensare le più varie filosofie di design del tempo, mescolandole per ottenerne uno spirito originale ed una vettura ingegneristicamente ineccepibile.
10) Ferrari Testarossa (1984)
immagine tratta da: www.supersprint.com

Svelata al Salone dell’Automobile di Parigi nel 1984, la Ferrari Testarossa seppe da subito conquistare il pubblico degli appassionati fino a diventare uno dei cavalli di battaglia di Maranello. Dal design innovativo, firmato Pininfarina, deve il nome al fatto che la testata del motore fosse rossa. E che motore: V12 boxer a 4 valvole per cilindro con ben 390 cavalli di potenza.
11) Porsche 944 (1986)
immagine tratta da: car-from-uk.com

Nata come evoluzione della 924, presentava un propulsore da 2.5 litri ad iniezione, in grado di scatenare fino a 163 CV con una velocità massima di 220 km/h. Faceva gli 0-100 km/h in appena 8,4 secondi. Forse un po’ troppo psichedelica per gli anni ottanta che prediligevano curve morbide ma la Porsche 944 ebbe comunque un gran successo.






