Tutti noi che abbiamo vissuto gli anni ’80 aspettavamo la terza media per poter avere il motorino
Il motorino, il simbolo della libertà. Il motorino che ha contrassegnato l’adolescenza di tutti noi, anche chi non lo possedeva andava dietro all’amico che lo aveva. I motorini degli anni ’80 sono quelli storici, quelli che non dimenticheremo mai nella vita. Che passione, che tempi, che nostalgia! E chi non ha voglia di ritornare indietro nel tempo! Si guidava senza casco… (certo non correva l’obbligo e non c’era la dovuta sensibilità per la guida sicura). Vento nei capelli, occhiali Rayban o Persol (anche taroccati), giubbotti dai mille colori, jeans strappati e cintola di El Charro. Son trascorsi quasi quarantanni…!
In sella su un motorino (non si chiamavano scooter!) a girare a zonzo per la città per incontrare gli amici o anche solo per sentirsi più figo era quella una maniera per socializzare senza utilizzare il telefono cellulare che sarebbe arrivato il decennio successivo.
Ecco i principali antenati degli scooter odierni:
Si

Quasi tutti avevano il Si, molto spesso quello color verde bottiglia o antracite. Il Si forse il più famoso della storia dei motorini. Chi non è salito su di un Si? Anche solo portato da un amico, si perché sul Si, ci si andava in due, anche se non si poteva!
La Piaggio, ditta italiana di motocicli, lo ha prodotto dal 1978 al 2001.
Il Si aveva un motore derivato dal Ciao, motorino contemporaneo, che però era differente per la forcella che era telescopica, per il mono-ammortizzatore posteriore al posto del telaio rigido, per i fanalino, sia quello anteriore che posteriore che avevano un differente sagomato e per la sella, una sella più lunga e molto più comoda con pure un piccolo vano sotto. Il Si aveva anche i cerchi con 4 razze. Tutti avevano il Sì o meglio, tutti i più fighi avevano il Sì e ci portava anche la ragazza che a te piaceva.
Ciao

Il Ciao è stato il motorino più venduto in Italia, motorino che è stato in commercio dal 1967 al 2006. Pensate che nel 1967 costava 55.000 lire, e che nel 1973 costava 140.000 lire, Ciao che poi verso la fine degli anni ’80 costava già un milione di lire. Se il Si era il motorino di quelli fighi, il Ciao invece era quello degli sfigati. Un motorino un una mini sella, senza spazio per poter portare dietro nessuno, il motorino dei single, quello con il design scarno, poverissimo e montarci sopra non era esattamente una roba sensazionale.
Diciamo che il suo periodo di gloria è svanito con l’arrivo del fratellino più carismatico.
RED ROSE

Il motorino dei “dei figli di papà”, un vero e proprio bolide. Un motorino con il motore impresentabile e con le marce. Ai riccastri toccava l’onere, e l’onore, di girare su questo bolide, o presunto tale, e atteggiarsi a Renegade del quartiere. Già perché era quella l’epoca in cui spopolava Lorenzo Lamas a bordo di una Harley Davidson Softail custom 1340 ed essere proprietari di una Red Rose ti avvicinava, un pochino direi, a quel telefilm.
In realtà, poi, la Red Rose era il classico motorino dal design accattivante (ricalcava nell’estetica l’Honda VT 600C Shadow) ma dal motore impresentabile che però aveva le marce e questo era già qualcosa.
MOTRON FLASH

Il motorino di quelli della periferia che arrivavano in città per frequentare le sale giochi, sudare a biliardino e tracannare qualche birra di troppo. Il Motron Flash prodotto dalla Romeo-Motron, che aveva i canoni dei tuboni anni ’80: ruote in lega leggera, freni a tamburo sulle 2 ruote, motore a 4 marce di 50 cm³. Era il più economico in commercio, quello con prestazioni che lasciavano a desiderare.
Forse è proprio questo il motivo per cui la Romeo-Motron ha usato un motore di serie Minarelli P6/4, un motore adatto alle modifiche.
MALAGUTI FIFTY

Malaguti Fifty, la vera perla e punta di diamante della casa bolognese, il classico “tubone” , quello per eccellenza. Tra la fine del 1981 ed il 1983 la Malaguti ha introdotto un restyling radicale di tutta la gamma Fifty, nuovi modelli erano: FIFTY TOP, top di gamma, equipaggiato di raffreddamento a liquido, mono ammortizzatore posteriore, contagiri e impianto frenante anteriore a disco;
FIFTY FULL CX (modello intermedio dotato di ammortizzatori posteriori a gas e impianto frenante anteriore a disco); FIFTY FULL, una derivazione del FULL CX ma di minor pregio e HF NEW WATER, ibrido tra il TOP e HF NEW.






