| invenzione | anno |
|---|---|
| il WALKMAN | 1979-2010 |
| il PERSONAL COMPUTER | 1981- |
| il CD e il LETTORE | 1982- |
| il TELEFONO CELLULARE | 1983- |
| il WORLD WIDE WEB | 1989- |
Il Walkman
Un TPS-L2, il primo Walkman della storia (Foto di Kiyoshi Ota/Bloomberg via Getty Images)

Sony lo presentò nell’estate del 1979 per rifarsi dopo un brutto flop commerciale, cambiando per sempre il nostro rapporto con la musica (e la percezione del Giappone nel mondo).
È possibile non averne mai posseduto uno o non conoscerne l’esatto funzionamento, o considerarlo un pezzo di modernariato superato dalla storia… ma per le generazioni over 35 la parola Walkman non può non evocare almeno un ricordo. Sì, perché questo oggetto ormai “preistorico” è stato il precursore degli mp3, degli iPod e della musica digitale, utilizzato regolarmente almeno fino a tutti gli anni Novanta, sostituito magari dalla sua evoluzione diretta, il walkman per CD (il cosiddetto discman che fece il suo debutto ufficialmente nel 1984), ma comunque sempre vivo nelle case di tutti gli appassionati di musica.
A decretare la fine definitiva del walkman fu invece l’introduzione della musica digitale nel 2001, che portò al successo l’iPod. La pensione per il walkman arrivò ufficialmente nel 2010, ma ancora oggi non mancano i nostalgici che, di tanto in tanto, si godono l’ascolto di una musicassetta in uno degli apparecchi conservati nelle soffitte di casa.
Il lettore portatile di musicassette è diventato l’oggetto di maggior successo degli anni ’80, perché per la prima volta permetteva agli audiofili di ascoltare musica anche fuori le mura domestiche o i locali. Quella scatoletta magica marchiata Sony ha segnato la storia di milioni di vite, contribuendo alla scrittura di una fetta enorme di cultura pop e alla costruzione di buona parte del nostro immaginario collettivo. E tutto ebbe inizio 40 anni fa.
A regalargli il primo grande successo fu il film Il tempo delle mele del 1981, che in una scena mostrava la protagonista con un paio di cuffie mentre si isolava con la musica romantica durante una festa. Un comportamento che in milioni di ragazzi avrebbero poi riproposto nella vita reale. Col tempo il Walkman è diventato una vera e propria icona pop arrivando a permeare gran parte della cultura cinematografica degli anni ’80. Tra le sue apparizioni più notevoli troviamo veri e propri cult del calibro di 9 settimane e 1/2, Terminator, Ghostbusters, Pretty Woman, Footloose e il già citato Ritorno al Futuro, nell’indimenticabile scena iniziale sulle note di The Power of Love.
Gli esordi
Il primo esemplare di Walkman fu lanciato sul mercato il 1 luglio 1979 e superò le più rosee aspettative dei suoi creatori. La giapponese Sony veniva da un brutto flop di quattro anni prima, quello del Betamax, il sistema di videoregistrazione a nastro magnetico destinato a rivoluzionare la fruizione di contenuti audiovisivi, ma soppiantato dal vhs ancora prima di dimostrare le sue indiscutibili potenzialità.
Il primo lettore portatile di musicassette della storia, un Tps-l2 blu e argento realizzato a partire dallo scheletro di un vecchio mangianastri Pressman, fu così venduto al prezzo lancio di circa 150 dollari e sbarcò sui mercati internazionali con svariati nomi tutti poi uniformati nel più iconico Walkman.
Come molte parole che utilizziamo nel linguaggio corrente, Walkman è infatti un marchio registrato, uno dei rari brand che hanno avuto una fortuna così invidiabile da essere penetrati a fondo nel sentire comune, meritandosi la gloria di sostantivi. La parola, entrata nell’Oxford Dictionary solo nel 1986, è un neologismo composto dal verbo anglofono walk (passeggiare) e man (uomo), una combinazione in grado di rendere al meglio la principale qualità del piccolo ritrovato nipponico: la libertà.
Il Personal Computer (1981-
In realtà il Computer non è “un’invenzione”, ma il risultato di un lungo processo umano a cui hanno contribuito diverse branche della scienza, a volte apparentemente anche molto lontane, ma che si sono rivelate poi determinanti nel formare quella complessa macchina che oggi noi chiamiamo Computer.
Il segmento dei personal computer ha origine con il lancio del computer Apple II nel 1977 considerato sotto molti punti di vista il padre sia degli home computer e sia dei personal computer.
IBM 5150 (en.wikipedia.org)

Nell’agosto del 1981 fece la sua comparsa nel mercato anche l’IBM con il lancio del primo di una serie di personal computer che divenne molto popolare: l’IBM 5150, meglio conosciuto come PC IBM.
Il costo era ancora elevato (circa 3000 dollari), la capacità di elaborazione bassa, la possibilità di gestire grosse quantità di dati era legata all’acquisto di costosissimi dischi rigidi, o unità a nastro magnetico esterne. D’altra parte era una macchina solida e affidabile, che godeva di assistenza tecnica ed era espandibile tramite un bus interno. È un successo planetario: in un mese l’azienda americana vende 50 mila pc e più di 200 mila nel corso dell’anno. Mai si erano venduti così tanti computer e l’IBM 5150 diventa lo standard sul quale le macchine successive si svilupperanno anche grazie a un sistema aperto e come tale, replicabile. Il PC IBM divenne lo standard de facto nell’industria del personal computer. Le industrie informatiche situate in Oriente (Taiwan, Singapore, etc.) si misero subito al lavoro per clonare (duplicare) questa macchina (operazione possibile perché IBM forniva assieme al PC anche gli schemi elettrici, ed il listato del sistema operativo era facilmente ottenibile, i componenti utilizzati, chip di memoria, processore, unità a disco erano standard e disponibili per tutti). In pochi anni il mondo fu invaso da enormi quantità di PC clonati, dalle prestazioni sempre più avanzate e dai costi sempre più bassi.
Macintosh (www.eni.com)

Nel frattempo il 24 gennaio 1984 Apple Computer presentò un’altra innovazione destinata a diffondersi su larga scala: il Macintosh, dotato di interfaccia grafica e di mouse di serie. Il Macintosh ottenne un ottimo successo di mercato, grazie al suo approccio user-friendly e alla facilità d’uso del suo sistema operativo, il Mac OS.
L’interfaccia grafica (GUI) usava per la prima volta metafore facili da comprendere, quali il cestino, la scrivania, le finestre, gli appunti, aprendo finalmente l’uso del computer anche a persone con limitate conoscenze informatiche.
Il CD e il lettore CD
La nascita del digitale
Il progetto per diffondere l’ascolto della musica digitale risale al 1979 quando l’olandese Philips e la giapponese Sony si unirono in una joint venture volta a portare avanti la progettazione dei compact disc. La Philips usciva da un’unione con l’americana Du Pont, colosso della lavorazione del policarbonato, con la quale tentò di sviluppare un nuovo formato di disco ottico digitale. Stessa operazione che i giapponesi della Sony cercavano di portare avanti dal 1975. Dopo anni di ricerca, nell’agosto del 1982 la Philips produsse il primo cd per utilizzo commerciale contenente la “Sinfonia delle Alpi” di Richard Strauss diretta da Herbert Von Karajan con la Berliner Philharmoniker.
L’arrivo del primo lettore Cd

È stato il simbolo della rivoluzione digitale applicata alla musica. Quando fu immesso sul mercato, 35 anni fa, rappresentava il massimo miglioramento dell’ascolto fino ad allora reso possibile dalla tecnologia. Era il 1 ottobre del 1982 quando la Sony lanciò sul mercato giapponese il CPD-101, il primo lettore di compact disc della storia.
Se gli olandesi produssero il primo cd, furono i giapponesi a immettere sul mercato il primo lettore musicale della storia: il Sony CDP-101, lanciato al prezzo di circa 730 dollari di allora e comprendeva il telecomando a distanza, prevedeva l’inserimento orizzontale del disco in un sistema composto per lo più di plastica, con un’entrata audio per un jack da 6,35 mm.
Il Telefono Cellulare
I primi telefoni cellulari comparvero in commercio negli anni ’80 ed erano dei prodotti molto costosi e dedicati prevalentemente a un’utenza business. Questi telefoni sono conosciuti come cellulari 1G ( prima generazione ). Si basavano sulla tecnologia analogica TACS (Total Access Communication System).
gotec.io

Nel 1983, il Motorola DynaTAC 8000X è comparso sul mercato con un costo di poco più di €3.000. È stato il primo nella storia dei telefoni cellulare ad essere rilasciato commercialmente offrendo 30 minuti di conversazione, con la possibilità di memorizzare 30 numeri con un tempo di attesa di 6 ore.
Le dimensioni e il peso dei prodotti sono stati ridotti e in aggiunta alla tipica tastiera telefonica a 12 tasti, aveva dei tasti speciali per la memorizzazione, l’invio, richiamata, blocco, volume. Non vi è dubbio che nei primi giorni il marketing dei telefoni cellulari era rivolto a imprenditori di successo e ai più ricchi. I consumatori sono stati così impressionati dal concetto di essere sempre accessibili con un telefono portatile che le liste di attesa sono stati a migliaia, nonostante il prezzo iniziale elevato.
Il WEB
lagazzettadellemedie13.wordpress.com

Il World Wide Web – il sistema che permette di usufruire della gran parte dei contenuti disponibili su Internet – fu descritto ufficialmente per la prima volta il 12 marzo del 1989 dal suo inventore Tim Berners-Lee, in una sorta di memoria che presentò ai suoi capi al CERN di Ginevra.
Il World Wide Web – o web – non è un sinonimo di internet (le app, per fare un esempio tra mille, non sono “web”) ma sarebbe poi diventato il principale servizio di internet, cambiando di fatto il mondo. In quel momento però era solo la descrizione di un sistema per gestire la grande mole di informazioni legata agli esperimenti scientifici al CERN tra i circa 17.000 scienziati che ci lavoravano. A lato della creazione del software iniziò anche la definizione di standard e protocolli per scambiare documenti su reti di calcolatori: il linguaggio HTML e il protocollo di rete HTTP.






