dove si andava e come
boom di aziende turistiche
Negli anni ’80, la curva delle presenze negli alberghi – sempre crescente nei due decenni precedenti – mostra un picco in alto comincia il cosiddetto “turismo di massa“ e l’industria del divertimento va a pieno regime. Secondo l’Istat, ormai quasi la metà degli italiani si regalava una villeggiatura di quattro o più notti. Aziende turistiche come Francorosso e Alpitour guadagnano sempre maggiore terreno, investono in sistemi informatici e pubblicità. Voli speciali, crociere a prezzi «imbattibili», villaggi vacanze. Cataloghi di viaggio e dépliant patinati sono al centro del campo, ma si affiancano nuove possibilità per vedere il mondo. Sorsero centinaia di agenzie viaggi e villaggi turistici, mentre località un tempo considerate d’élite divenivano alla portata delle tasche di una fetta di popolazione molto più ampia.
stressa da vacanza
Tutto questo, però, non sembrò rendere felici gli italiani: a causa del sovraffollamento di strade e luoghi di villeggiatura, oltre il 50% dei vacanzieri si dichiarava vittima dello “stress da vacanze“, con un surplus di stanchezza rispetto alla partenza. Di contro, la tecnologia iniziava timidamente a farsi strada nel settore turistico, con supporti agli automobilisti e VHS che permettevano di farsi un’idea precisa degli itinerari da seguire.
si va all’estero
Dalla metà degli anni ’80 si è registrato un notevole incremento dei viaggi all’estero, per lo più con i pacchetti offerti dalle numerose agenzie di viaggio. In Europa Spagna e Francia erano (e sono tutt’ora) le mete preferite, mentre all’estero gli Stati Uniti, i Paesi del Maghreb e l’Egitto, dove i villaggi turistici sul Mar Rosso hanno conquistato i flussi provenienti dal nostro Paese.
Villaggi turistici
Le vacanze sono a tutti gli effetti una professione: per chi le organizza, e per chi le fa e d’altra parte, la “filosofia” del villaggio turistico si consolida proprio nel corso di questo decennio: un luogo protetto, adatto a famiglie e clientela giovanile, con animazione molto presente e spigliata. Lo staff deve tenere compagnia, scuotere i pigri con attività sportive, intrattenere il pubblico con spettacoli e serate a tema. Ma uno degli aspetti essenziali riguarda l’assistenza dei bambini, “all inclusive” rassicuranti per giovani coppie e famiglie. «Ebbero grande successo i villaggi di Valtur (Valorizzazioni turistiche) – scrive Elisabetta Reggio in Professione animatore (Hoepli) – un’azienda costruita grazie ai finanziamenti statali per lo sviluppo del turismo nel Mezzogiorno d’Italia, che avevano una struttura di tipo alberghiero. Erano fatti di piccole case bianche con tutti i comfort», segno di una tipologia di cliente che ha per priorità «quella di poter non pensare a nulla».
Oltretutto, la vacanza non è più solo quella estiva, si moltiplica nel corso dell’anno, con un occhio ai “ponti”.
vacanze brevi ma ripetute
La vecchia villeggiatura che durava un mese si frantuma: meglio quattro o cinque periodi di vacanza fra Natale, Pasqua e i mesi estivi, piuttosto che trenta giorni nella stessa località. Si consolida il fine settimana lungo, e comincia ad aumentare il numero degli italiani che azzardano viaggi più avventurosi anche fuori stagione. Il grosso dei vacanzieri (73 per cento) si affida alle quattro ruote e alle rotaie (15 per cento). Chi resta in città, comunque, sa come divertirsi: grandi concerti all’aperto (30mila giovani aspettano Madonna, icona del decennio, a Torino), discoteche sempre più in voga.






