Dalla preistoria dei bar, perché le sale giochi non c’erano ancora, il capostipite degli sparatutto, nella magnificenza degli 8 bit in bianco e nero: Asteroids, il primo videogioco di cui ho ricordo. Il gioco è piuttosto semplice. Il giocatore comanda una navicella (rappresentata da un triangolo) intrappolata in un campo di asteroidi. Lo scopo è distruggere tutti gli asteroidi nelle vicinanze. Gli asteroidi, una volta colpiti, si dividono in due frammenti più piccoli, che a loro volta si scinderanno se colpiti nuovamente; questa operazione deve essere dunque ripetuta due volte per poter distruggere definitivamente ogni asteroide.
Poche lineette sono la nostra astronave con cui dobbiamo evitare di scontrarci con asteroidi inizialmente grandi, poi sempre più piccoli quando vengono colpiti dal potente raggio laser dell’astronave. Dosando sapientemente la spinta dei retrorazzi, si galleggia nell’iperspazio nell’attesa del disco volante alieno di passaggio, e quando siamo proprio alle strette, c’è sempre l’ipersalto per teletrasportarci in un altro punto dello spazio.
Il gioco uscì alla fine del 1979 ma ebbe un gran successo l’anno seguente.







